Vincenzo Vazza, 34 anni, originario di Bonito (AV), è uno dei protagonisti della nuova cucina campana. Dopo importanti esperienze all’Aldrovandi Villa Borghese con Oliver Glowig e al Ristorante Il Pagliaccio di Anthony Genovese, ha sviluppato una cucina che unisce tecnica, creatività e forte legame con il territorio.
Oggi è chef di N’ata Luna a Grottaminarda dove guida una brigata di dodici professionisti proponendo una cucina identitaria e contemporanea, ispirata alle tradizioni dell’Irpinia.
La sua filosofia trova piena espressione nel menu “Transumanza”, che interpreta il viaggio delle greggi come metafora di trasformazione, incontro e continuità tra passato e presente. Grande attenzione è riservata alla stagionalità, ai piccoli produttori e ai prodotti del territorio, come il tartufo nero di Bagnoli Irpino, i funghi spontanei e il pulieio.
Tra i piatti più rappresentativi figurano il Tagliolino al pulieio, il Raviolo del plin con cinghiale e L’uovo nel suo nido. Per Vazza la cucina è uno strumento di espressione culturale, capace di valorizzare la memoria e reinterpretare la tradizione con uno sguardo contemporaneo.